L'intestino

L'intestino è una parte dell'apparato digerente compresa tra il piloro e l'orifizio anale. Viene distinto in due tratti: il piccolo intestino o intestino tenue, e il grande intestino o intestino crasso. Nell'arco della vita passano nell'intestino più di 30 tonnellate di cibo e oltre 50 mila litri di liquidi.

L'intestino tenue è lungo circa sette metri e ha diametro medio di 4 centimetri. Può essere suddiviso in tre tratti: duodeno (il più coinvolto nel processi digestivi), digiuno e ileo (deputati soprattutto all'assorbimento dei nutrienti). A livello del tenue viene completata la digestione degli alimenti e buona parte dei princìpi nutritivi ottenuti (circa il 90%) viene assorbita.

L'intestino crasso è la parte terminale del tubo digerente. Lungo circa due metri, si estende dalla valvola ileocecale all'ano.  

La sua funzione principale è quella di accumulare i residui del processo digestivo e favorirne l'espulsione. Serve anche da deposito per le feci, grazie ad un diametro superiore rispetto a quello dell'intestino tenue. Le feci, espulse all'esterno attraverso l'ano, sono costituite prevalentemente da acqua (75%), batteri, grassi (la loro digestione è più complicata di quella degli altri nutrienti), sostanze inorganiche (minerali ed in particolare calcio, ferro, zinco), proteine, materiale non digerito (in particolare la fibra) e gli enterociti desquamati.


Guardiamoci dentro!

Ci sono  numerosi ormoni gastrointestinali (gastrina, secretina, colecistochinina ecc.), la cui secrezione viene attivata attraverso la stimolazione il nervo vago (parasimpatico) e inibita grazie alle fibre del sistema nervoso ortosimpatico. L'intestino ha un sistema nervoso autonomo, una specie di "secondo cervello" sensibile agli stessi stimoli chimici recepiti dal sistema nervoso centrale. La sua funzione non è solo digestiva, ma anche immunitaria e psicologica, perché può secernere sostanze psicoattive, capitanate dalla serotonina, che influenzano l'attività del sistema nervoso centrale.


L'intestino, il nostro secondo cervello

Quando questo cervello va in crisi a causa di un forte stress psicofisico o per la presenza di veleni, o agenti patogeni nel tubo digerente, la motilità intestinale subisce importanti variazioni. Se aumenta per espellere sostanze nocive insorge la diarrea; se rallenta per l’aumentato assorbimento colico di acqua, insorge stitichezza. A questi fenomeni viene dato il nome di intestino irritabile. 


Chi soffre di intestino irritabile sa quanto può essere doloroso e invalidante!

L’odore poco piacevole della cacca è dovuto ai batteri che intervengono nella digestione e vivono dell’intestino. Questi producono composti solforosi che lasciano il corpo insieme alle feci, a cui danno il caratteristico odore. Sono gli stessi gas contenti zolfo, che odorano di “uova marce”, tipici delle sorgenti termali. Ci sono alcuni alimenti che possono peggiorare l’odore della cacca: le verdure crocifere (broccoli, cavolfiore, cime di rapa, cavoli, ecc.), i legumi, le uova e le carni rosse, perché sono alimenti ad alto contenuto di zolfo che favoriscono la generazione dei gas puzzolenti. Anche gli alcolici contengono composti solfati (avete presente la dicitura “contiene solfiti” sulle bottiglie di vino?) e contribuiscono al puzzo.


Addio puzza con POO&JOY! La sua speciale formulazione impedisce all'odore di uscire dalla tazza del wc!

Dalla forma e dal colore delle feci si posso trarre importanti informazioni sulla salute generale del corpo. A questo proposito, alla fine degli anni '90, è stata ideata la Scala di Bristol, che permettere in modo semplice di descrivere l'aspetto della cacca al personale medico, in modo che possa fare una prima diagnosi.  



La Scala di Bristol. Le feci ideali sono il tipo 3 e il tipo 4

In caso si sospettino problemi più seri, è sempre opportuno fare indagini di laboratorio approfondite, come la ricerca del sangue occulto nelle feci.


Meglio tenere sempre sotto controllo l'intestino!

Visto che il cibo influisce così tanto sulla salute generale del corpo e in particolare su quella del nostro intestino, è buona norma evitare cibi irritanti o pesanti e prediligere un'alimentazione sana e ricca di probiotici, come il potente Kefir, che è un latticino fermentato a base di latte fresco. 


Una colazione sana ed equilibrata

Con le feci si può anche guadagnare! Sì, sembra incredibile, ma si può ricevere del denaro ogni volta che si va in bagno!
Per quanto possa suonare strano, il trapianto fecale, o di microbiota intestinale, è una tecnica in uso e ci sono “banche della cacca” in cerca di donatori. Una di queste si trova in Massachusetts, a Medford (per i curiosi, il nome è OpenBiome).
I volontari vengono ricompensati con 40 dollari per ogni donazione di cacca. I candidati devono abitare nelle vicinanze del centro medico, avere un’età tra i 18 e i 50 anni, un BMI inferiore a 30 (non essere eccessivamente sovrappeso, insomma) e non avere fatto troppi viaggi all’estero nell’anno precedente.
Le feci donate sono usate per il trapianto fecale, che ha lo scopo di curare alcune forme di colite pseudomembranosa e la colite ulcerosa , due malattie che possono comportare complicanze anche molto gravi. Trapiantando batteri probiotici e microbioti da un organismo sano, si può ristabilire l’equilibrio batterico anche nell’organismo ricevente.


Il microbiota

In Italia, Antonio Gasbarrini è il direttore dell’area Gastroenterologia del Policlinico Gemelli di Roma, che da anni si occupa di trapianto fecale e con il suo gruppo è stato tra i primi ad avviare trial clinici randomizzati per testare l’efficacia della procedura. Da noi il microbiota fecale è considerato un tessuto e la procedura ricade sotto le competenze del Centro nazionale trapianti, che sta stabilendo i criteri e le regole attraverso cui implementarlo a livello nazionale, a partire dalla definizione dei centri regionali che se ne occuperanno, ciascuno dei quali avrà una sua biobanca di biomasse.

 

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