Cacca e arte
La cacca gigante gonfiabile dell'artista Paul McCarthy invade Hong Kong!

Quando pensi all'arte, pensi alla bellezza, al più alto punto di espressione che l'uomo possa raggiungere. Difficilmente ti verrebbe in mente di pensare alla cacca come fonte di ispirazione. Eppure...

Il 12 agosto 1961, in occasione di una mostra alla Galleria Pescetto di Albisola Marina, Piero Manzoni presenta per la prima volta in pubblico le 90 scatolette, rigorosamente numerate, di Merda d’artista ("contenuto netto gr.30, conservata al naturale, prodotta ed inscatolata nel maggio 1961"). Il prezzo fissato corrispondeva al valore corrente di 30 grammi d’oro. Una delle famose scatolette è stata venduta recentemente al prezzo record di 275 mila euro. C'è chi asserisce che all'interno ci sia soltanto gesso e chi dice che siano confezioni di carne in scatola, a cui è stata cambiata l'etichetta. La verità è che nessuno osa aprire la preziosa e costosissima lattina. Nel 2008, Bernard Bazile, un giornalista francese, ne ha esibita una aperta in vari musei a Parigi. Dentro ha trovato una seconda lattina più piccola (che però non ha aperto), etichettata con la stessa dicitura.
La carriera del geniale Piero Manzoni è durata pochissimo. L'artista è morto d'infarto a soli 29 anni.

 
L'etichetta delle famose lattine è stata tradotta in molte lingue

Le scatolette di Manzoni hanno numerosi precedenti nell’arte del Novecento, dall’orinatoio di Duchamp (Fontaine, 1917) alle coprolalie surrealiste. Salvador Dalì, Georges Bataille, e prima di tutti Alfred Jarry con Ubu Roi (1896), avevano dato dignità letteraria alla parola "merde". 


L'orinatoio di Duchamp


La copertina di "Ubu Roi" di Alfred Jarry, considerata l'opera precorritrice del movimento surrealista e del teatro dell'assurdo

Feci gigantesche, monumentali, realizzate in materiale plastico e collocate su tappeti persiani, sono esposte al Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e sono opera del gruppo Gelatin, che è composto da quattro artisti: Wolfgang Gantner, Ali Janka, Florian Reither e Tobias Urban. La costituzione del gruppo risale al 1978 durante un campo estivo. Da allora, i quattro giocano e lavorano insieme. Nel 1993 hanno iniziato a esporre a livello internazionale.


Una delle "feci monumentali"

Alla cacca si è ispirato anche un premio nobel, Roberto Benigni. Con la canzone del 1979 L'Inno del corpo sciolto, il regista (in questo caso, cantautore) loda le feci e i gabinetti e invita tutti a "liberarsi" senza remore e vergogna. 


L'immagine si commenta da sé!

Per chi è troppo giovane e non la ricorda, questo è il video.



Anche la tazza del gabinetto è entrata di prepotenza tra le espressioni artistiche. Basti pensare ad America, il wc d'oro di Maurizio Cattelan del peso di ben 103 Kg. Ne abbiamo parlato in questo articolo del blog.


"America" di Maurizio Cattelan

Frank Zappa, un grande compositore e chitarrista statunitense, ha voluto farsi immortalare seduto sul wc dal fotografo diciannovenne Robert Davidson. Frank Zappa dichiarò: "Probabilmente sono più famoso perché sono seduto sul gabinetto che per qualsiasi altra cosa". L'immagine è diventata un poster molto popolare. 


Originale!

C'è chi alla cacca ha dedicato anche un museo. Si tratta del Museo della merda. E' nato in Lombardia nel 2015 su iniziativa dell’imprenditore agricolo Gianantonio Locatelli e di un gruppo di sodali: Luca Cipelletti, che ne cura progetti e prodotti, Gaspare Luigi Marcone e Massimo Valsecchi. L’idea è stata concepita a Castelbosco, in provincia di Piacenza. Una realtà industriale che produce latte per il Grana Padano e comprende sette unità produttive. Qui ogni giorno 3.500 bovini di razza selezionata producono circa 500 quintali di latte e 1.500 di sterco. Una quantità di deiezioni la cui gestione Locatelli ha deciso di trasformare in un progetto ecologico, produttivo e culturale avveniristico. Puoi trovare tutte le informazioni direttamente sul sito museodellamerda. Vale la pena andarlo a visitare!


Il Museo della Merda si trova in frazione Campremolo Sopra - Loc. Castelbosco - Gragnano Treebbiense (PC)

Anche noi, a modo nostro, abbiamo fatto una piccola opera d'arte. Uno spray che non copre l'odore della cacca, ma che impedisce che arrivi alle narici, tue o di altri. Chissà se un giorno anche POO&JOY troverà spazio in un museo  

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